Note di Pseasky che estende le prime bozze)
Il redattore di questa parte al momento è Marejo81 ed è quindi lui che dovrà riportare e fondere nell'atricolo principale i contributi che possono far evolvere questo settore della ricerca.
Tutti gli iscritti possono commentare e richiedere inserimenti
Nel seguito riporto alcuni dei contributi che dovranno essere ulteriormente fusi ed elaborati
In coda all'articolo vorrei che restassero comunque gli interventi dei singoli
Mi chiamo Giancarlo Maresca, ho trent'anni, e sono nativo di Faenza, in provincia di Ravenna. Ho una laurea triennale in Scienze antropologiche e una laurea magistrale in Filologia Moderna,entrambe acquisite presso la facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Bologna. Sono un appassionato degli studi di Raffaele Bendandi. Ho un interesse trasversale per le scienze.
La teoria della Terra e della Luna che interagiscono come le due estremita' di un elastico in tensione. Una teoria che penso possa accordarsi con la teoria delle stringhe
Breve premessa sulla teoria delle stringhe:
L'interesse della teoria risiede nel fatto che si spera possa essere una teoria del tutto, ossia una teoria che inglobi tutte le forze fondamentali. È una soluzione percorribile per la gravità quantistica e in più può descrivere in modo naturale le interazioni elettromagnetiche e le altre interazioni fondamentali. La teoria supersimmetrica include anche i fermioni, i blocchi costituenti la materia. Non si conosce ancora se la teoria delle stringhe sia capace di descrivere un universo con le stesse caratteristiche di forze e materia di quello osservato finora.
Ad un livello più concreto, la teoria delle stringhe ha originato progressi nella matematica dei nodi, negli spazi di Calabi-Yau e in molti altri campi. La teoria delle stringhe ha anche gettato maggior luce sulle teorie di gauge supersimmetrico, un argomento che include possibili estensioni del modello standard.
Per esempio, le stringhe sono soggette a tensione, più o meno come le tradizionali corde degli strumenti; questa tensione è considerata un parametro fondamentale della teoria. La tensione della stringa è strettamente collegata alla sua dimensione. Si consideri una stringa chiusa ad anello, libera di muoversi nello spazio senza essere soggetta a forze esterne. La sua tensione tenderà a farla contrarre in un anello sempre più stretto. L'intuizione classica suggerisce che essa potrebbe ridursi ad un punto, ma questo contraddirebbe il principio di indeterminazione di Heisenberg. La dimensione caratteristica della stringa sarà quindi determinata dall'equilibrio fra la forza di tensione, che tende a renderla più piccola, e l'effetto di indeterminazione, che tende a mantenerla "allargata".
Di conseguenza, la dimensione minima della stringa deve essere collegata alla sua tensione. Si può considerare che tra la Terra e la Luna, così come tra la Terra,il Sole e gli altri Pianeti, sono collegati tra loro tramite le stringhe? Credo di sì, anche se è tutto da dimostrare. In ogni caso queste dualità legano quantità che si pensavano separate. Scale di distanza grandi e piccole, come pure forze d'accoppiamento forti e deboli, sono quantità che hanno sempre sottolineato limiti molto distinti nel comportamento di un sistema fisico, sia nella teoria classica che nella fisica quantistica delle particelle. Ma le stringhe possono eliminare le differenze tra grande e piccolo, forte e debole ed è così che le cinque teorie in apparenza molto diverse finiscono per essere correlate l'una con l'altra.
Questo ultimo passaggio è fondamentale per spiegare come la teoria delle stringhe spiegherebbe perfettamente che esiste una relazione duale tra La Terra e Luna, tra la Terra e il Sole, e così via, considerando anche le relazioni duali tra la Terra e gli altri pianeti del nostro sistema solare. La teoria delle stringhe permetterebbe di spiegare che esistono delle correlazioni e dei legami anche tra corpi celesti apparentemente distanti. Anzi, più due corpi celesti sono distanti, più ci sarebbe energia di "tensione" tra le stringa che lega la Terra e la Luna, tanto per citare un esempio. E tale tensione sarebbe maggiore, quando si troverebbe in opposizione rispetto al sole.E tale tensione sarebbe maggiore, quando si troverebbe in opposizione rispetto al sole. La luna è in fase di opposizione alla Terra e al Sole quando si trova in fase di Luna piena. Quindi c'è da considerare questa variabile, quando si parla di possibili influenze della Luna nei confronti della Terra, per quanto concerne la genesi dei terremoti. Alla fine sembra sempre più probabile che non esiste una causa univoca dei terremoti. Ma chiaramente, nella genesi dei terremoti, intervengono sia fattori che appartengono alle dinamiche del nostro stesso pianeta, sia fattori esogeni, fattori cioè all'infuori del nostro pianeta. Ciò che mi preme sottolineare è che questa teoria potrebbe essere complementare a quella affrontata dall'utente Borja, a proposito dell'influenza dei neutrini sul nostro pianeta. Infatti, le grandi distanze tra i corpi celesti, la ragione per cui le influenze dei corpi celesti tra loro non vengono considerate, non rappresenterebbero più l'ostacolo principale per negare le teorie dell'utente Borja, proprio in virtù del fatto che la teoria delle stringhe propone un approccio diverso. Infatti, voglio ribadire il concetto che più un corpo celeste è lontano rispetto all'altro ed è in opposizione, più aumenta la "tensione" della stringa. E' come se fosse un elastico, in parole povere. I neutrini in tutto questo potrebbero incalanarsi, per così dire, in queste linee di forza di tensione? E' tutto da dimostrare ma credo di sì.
Del resto:
Le stringhe (non ci si lasci ingannare dal nome) sono fili infinitamente corti e sottili tanto che risulterebbero invisibili anche se venissero esaminati da strumenti miliardi di volte più potenti di quelli attualmente disponibili: sono lunghi un milionesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di centimetro (miliardi di miliardi di volte più piccoli di un nucleo atomico) e di spessore nullo. Si tratta di strutture le cui dimensioni sono vicine alla cosiddetta lunghezza di Planck (10-33 cm) la più piccola concepibile in fisica, ma che vengono tese con una forza incredibilmente grande: fino a 1039 tonnellate. Sarebbe proprio questa enorme tensione a determinare la frequenza di vibrazione: più essa è grande, maggiore è la massa della particella associata e di conseguenza maggiore è la forza di gravità che questa particella esercita sulle altre. Questo sarebbe l’indizio per il quale la teoria delle superstringhe collegherebbe la gravità descritta dalla relatività generale con la struttura delle particelle elementari descritta dalla meccanica quantistica.
Per questo, io aggiungo, i neutrini, assieme ad altre particelle cosmiche, sono le particelle associate a queste super stringhe.
Credo altresì che queste super stringhe, devono la loro energia di tensione ai neutrini e alle altre particelle cosmiche che sono presenti nella nostra galassia. Queste superstringhe infatti attirebbero queste particelle,come è stato spiegato prima, per effetto della forza di gravità. E' chiaro che si instaura una specie di reazione che porta queste particelle ad allinearsi, in una stringa, in un elastico. Le superstringhe possono essere l'equivalente dei "parallelogrammi di forze" descritti da Raffaele Bendandi.
Bendandi infatti aveva parlato di una specie di "parallelogramma di forze" ,chiuso dalla luna e nel quale scattava un meccanismo che dava origine ad un evento sismico, che poi aveva luogo sulla Terra.
Infatti, secondo Bendandi, bisogna considerare la presenza di quattro elementi che perturberebbero il sistema solare:i trans nettuniani, di cui Bendandi avrebbe determinato la massa, il periodo di rotazione e di rivoluzione, che si chiamano Rex, Dux, Roma e Italia. Inludendo questi corpi nel parallelogramma, la teoria potrebbe funzionare. L'effettiva presenza di questi corpo celesti , però non fu mai dimostrata.
Ma se Bendandi aveva determinato questo "parallelogramma di forze" per in pianeti trans nettuniani, mi sembra che sia plausibile che la teoria delle stringhe possa spiegare anche le influenze che gli altri pianeti del nostro sistema solare, determinano sulla Terra.
Basta citare il terremoto del giappone dell'11 marzo 2011. La Luna è stata in apogeo il 6 amrzo, ed è stata al perigeo il 19 marzo 2011. Quando il terremoto in Giappone ha colpito, di notte, la Luna era a circa 400.000 km di distanza. Quindi non solo non era al suo punto più vicino, era effettivamente più distante di quanto non sia in media.
Ho elaborato questa teoria il 12 ottobre 2011
Innanzitutto, credo che un evento sismico di maggior portata arrivi quando la Luna incomincia a far accumulare energia di "tensione" alla Terra quando già è in fase di Luna crescente. Ma la fase di maggiore concentrazione di energia inizia quando la luna è piena,si trova in opposzione rispetto alla Terra e al Sole (vedere in proposito la teoria delle stringhe che ho citato prima),soprattutto quando questa fase è in concomitanza con un perigeo. A quel punto bisogna aspettare che la tensione gravitazionale tra la Luna e la Terra giunga al massimo per far si che si formi un accumulo di energia sufficiente per essere rilasciata sottoforma di terremoto. Solo in questo modo, anche le acque degli oceani si alzeranno per effetto delle maree e ci sarà una pressione sui fondali oceanici sufficiente che causerà l'innalzamento delle zone di confine delle placche tettoniche. Si potrebbe ipotizzare quasi un effetto "elastico" della Luna, nel senso che la luna piena accumula energia di " tensione" di tipo gravitazionale e magnetica. Le 2 estremità di questo "elastico" in tensione sono la Terra e la Luna. Ma come si è detto all'inizio, parlando della teoria delle stringhe, un momento determinante per i terremoti, giunge quando anche la Luna si trova all'apogeo, cioè nel punto più distante dalla Terra o in fase di luna nuova. Infatti,anche la fase di luna nuova è importante, perchè in questa fase, quando la Luna è in congiunzione con la Terra, non fa altro che creare "maggiormente" questo effetto "elastico". Infatti, se la luna è più vicina al Sole, questa sarà maggiormente attirata dalla nostra Stella, e finirà per attirare a sè, come un elastico, anche la Terra. In pratica la Luna trascinerebbe a sè, secondo la teoria delle stringhe, il nostro pianeta, secondo un effetto a rimorchio.Per questo i momenti decisivi per i terremoti sono le fasi della luna piena e della luna nuova. Infatti, secondo la teoria delle stringhe, curiosamente, quanto più un corpo è distante, più esercita la sua influenza. Questa forza di attrazione che intercorre tra due corpi celesti, come si è detto, è di tipo duale, è una forza di tipo "elastica" , descritta proprio dalla teoria delle stringhe.
Ma come potrebbe avvenire un terremoto, secondo questa teoria?
La tensione di questo "elastico", con conseguente accumulo di energie, abbiamo già detto che incomincia ad avvenire soprattutto quando la Luna è piena e si trova al perigeo rispetto alla Terra.
Ma un altro momento decisivo per la genesi dei terremoti è soprattutto la fase di Luna nuova, quando cioè la tensione di questo elastico si interrompe, come quando si smette di tendere l'elastico. E così c'è il rilascio dell'energia accumulata, con la genesi di un effetto "fionda". Ma la tensione di questo "elastico immaginario" incomincerebbe già in fase di Luna crescente. Le Lune:
Le lune
Sono rappresentate dalla parte del satellite terrestre illuminata dal Sole.
Vi sono quattro posizioni fondamentali, rappresentati nella figura a lato e nell'elenco sottostante dai numeri dispari, e quattro fasi intermedie:
Il termine "quarto" si riferisce alla posizione della Luna nell'orbita attorno alla Terra, da tali due posizioni dalla Terra è visibile mezzo emisfero.
Parlando di qanto è accaduto il 20 maggio 2012 nel nord Italia, in cui è accaduto un terremoto con magnitudo 5.9 con profondità 10 km,si può dire che sia una conferma a questa ultima parte della teoria che ho elaborato. Infatti è successo che il 7 maggio abbiamo avuto la superluna, la luna piena al perigeo (distanza minima dalla Terra).In quella fase il nostro pianeta si sarebbe caricato di energia di "tensione gravitazionale" proprio per la sua vicinanza con la Luna. Man mano che la Luna si è allontanata dalla Terra questo elastico immaginario si è teso a tal punto che la Terra ha ancora di più accumulato tensione energetica, che poi è stata rilasciata quando la Luna ha raggiunto la fase di luna nuova, proprio il 20 maggio appunto. In fase di luna nuova l'elastico smette di essere teso e la Terra rilascia energia attraverso i terremoti. Infatti che cosa succede quando smettiamo di tendere un elastico?
Ma bisogna ricordare che già in fase di luna crescente si determina l' accumulo delle energie di "tensione", che poi si riverberano sulla Terra sottoforma di terremoti. Ma tanto maggiori gli effetti, quanto più si è vicini al plenilunio.
tutto il processo può essere accellerato dalle onde energetiche solari, i flare. Senza i flare i movimenti tellurici saranno più lenti nel tempo. Il sole funge da catalizzatore dei fenomeni tellurici. Occorre non dimenticare inoltre i raggi cosmici. Secondo l'utente Borja i raggi cosmici e il flusso solare hanno lo stesso peso dei flare. E i raggi cosmici hanno effetto maggiore sulla terra quando l'attività solare è scarsa.Quindi invito gli utenti a leggere gli articoli che l'utente Borja ha scritto intitolato "l'energia dei terremoti" nel quale spiega che i raggi cosmici e il flusso neutrinico hanno una importanza fondamentale per la generazione dei terremoti. Ma torniamo al sole e all'importanza delle macchie solari, da considerarsi come corpi. Il corpo nero è stato studiato dalla teoria di Plank.
Il parere degli studiosi in merito a questa questione
indirizzo
http://www.luna.e-cremona.it/fresa1a.htm
Tratto da "La Luna" di Alfonso Fresa- Movimenti, Topografia, Influenze e culto. Casa editrice Ulrico Hoepli- Milano, 1933
Inluenze lunari sui terremoti, sulle eruzioni vulcaniche e sul magnetismo terrestre
Oltre alle maree oceaniche ed a quelle solide (leggeri spostamenti della crosta terrestre), alcuni dotti sono dell'opinione che la Luna debba produrre anche maree sotterranee sul nucleo interno della Terra, supposto liquido. Dall'urto di questa massa contro la crosta terrestre avrebbero origine i terremoti. Secondo Bainet "la forza di sollevamento della Luna non produrrebbe che pressapoco l'effetto causato dal peso d'uno strato di un terzo di metro di spessore". Poisson ammetteva l'azione lunare e l'esistenza delle maree sotterranee. Il Perrey cercò di trovare una relazione tra la frequenza dei terremoti e le posizioni della Luna. Infatti prendendo in esame 47790 scosse riscontrò che queste presentano un massimo al perigeo ed un minimo all'apogeo, con due massimi nelle sigizie (novilunio e plenilunio) e due minimi nelle quadrature (primo ed ultimo quarto.Dalle ricerche dello Schimdt risulta un massimo di terremoti all'epoca del novilunio ed un altro massimo due giorni dopo il primo quarto, mentre si ha una diminuizione di frequenza all'epoca del plenilunio con una minima nel giorno dell'ultimo quarto. Il Perret è dell'idea che il massimo dei terremoti si verifica nelle quadrature e specialmente quando queste coincidono con la Luna apogea e con la minima declinazione solare, in tal caso l'abbandono delle masse terrestri, per la diminuita attrazione, darebbero luogo ad un aumento di pressioni laterali e di squilibri negli strati della Terra. Su queste probabili influenze l'Oldham è del parere che l'attrazione della Luna sugli strati terrestri potrebbe anticipare o addirittura provocare una rottura di equilibrio nelle rocce, i cui strati sotto la pressione dovuta alla contrazione della Terra si trovano continuamente in un equilibrio instabile che tende a divenire stabile da un momento all'altro. Questa ipotesi, asserisce l'Alfano,non manca di probabilità.
Anche il compianto Grablovitz asserendo che la Luna oltre alle periodiche maree oceaniche produce anche nella crosta terrestre dei periodici movimenti, afferma che quando questa in alcuni punti non ha più mobilità e resistenza sufficiente a subire questi sforzi periodici si rompre dando luogo ad una scossa di terremoto che coinciderà con alcune speciali posizioni della Luna e del Sole. Recentemente il Brown, Trattando nella teoria della Luna gli spostamenti di massa nell'interno della Terra, trova una corrispondenza fra il diagramma delle piccoli deviazioni lunari e quello che dà la frequenza dei terremoti nell'inghilterra, dal 1750 ai giorni nostri.
L'Alfano conclude: "probabilmente c'è una relazione fra posizione della Luna, marea e scosse e consisterebbe nell'aumento o nella diminuizione di carico durante l'alta o la bassa marea, che può provocare o anticipare una rottura d'equilibrio nelle rocce terrestri. Riportiamo, a titolo di curiosità, alcuni casi sporadici di terremoti. Il Sig. Chanvalon nel viaggio alla martinica nota molti terremoti verificatisi nell'ora dell'alta marea. Il terremoto che distrusse Lima il 28 ottrobre 1746 si ebbe alle 3 del mattino, ora dell'alta marea. Il Bauger asserisce che i terremoti nel Perù sono più frequenti dopo l'equinozio di Autunno, ossia dopo le alte maree, le pioggie e le procelle equinoziali. Dal che il Toaldo conclude che questi fenomeni possono dipendere dall'azione del Sole ed in particolare della Luna. Il terremoto di Calabria del 16 novembre 1894 avvenne con Luna perigea e le più forti repliche si ebbero sia nel perigeo che nelle sigizie. Si è tentato anche di fare un confronto fra l'attività del Vesuvio e le fasi lunari. L'illustre Palmieri, primo direttore dell'osservatorio Vesuviano, accenna ad una probabile influenza lunare sulle convulsioni di questo famoso vulcano: "dalla collezione delle figure dell'Osservatorio, in tutti i grandi incendi, ritratti in tempo di notte, o la luna non si trova rappresentata, o se si trova è in plenilunio. Non si trova la mezzaluna o la luna flaciata; il che vuol dire che il maggior numero delle grandi eruzioni avvenne o nel novilunio o nel pleniluino. Nei lunghi periodi eruttivi dopo l'installazione dell'Osservatorio Vesuviano si è avuta occasione di notare che i maggiori incrementi sono accaduti nei tempi delle sigizie.
Confrontando ben 30 fra le più terribili eruzioni del Vesuvio (da quella del 16 dicembre 1631 all'ultima dell'8 aprile 1906) colle posizioni della Luna, trova 24 eruzioni avvenute introno alle sigizie e 6 nelle quadrature. Si può ritenere che esiste una qualche relazione tra il realizzarsi di un'eruzione vesuviana e le fasi lunari.
Quasi accertata sembra l'influenza della Luna sul magnetismo terrestre, già posta in evidenza fin dal 1839 a Milano dal Kreil. Quantunque in un primo tempo questa ipotesi potesse essere messa in dubbio, in seguito fu confermata dalle osservazioni eseguite a Torornto dal Sabine, il quale trovò che le oscillazioni magnetiche passano ogni giorno per due valori massimi e due minimi. Lo stesso risultato è stato ottenuto dal De Moidrey in un trentennio di osservazioni: costui nel suo esame ha tenuto conto anche della declinazione della Luna e della sua posizione rispetto ai nodi. Già Hansteen aveva scoperto nelle variazioni del magnetismo terrestre un periodo di 19 anni che coincide appunto col movimento dei nodi lunari.
Il Sole come corpo nero
Le macchie solari come corpi neri
Visto da Terra ad occhio nudo il Sole è con la Luna, l'unico oggetto del cielo che non appare puntiforme ma con dimensioni finite: il suo diametro apparente, uguale a quello della luna, misura 32 ' d'arco circa 0.5°. Ricordiamo che una spanna a braccio teso sottende un angolo di circa 20° mentre l'arco sotteso da un pugno chiuso è la metà . L'occhio riesce a percepire al massimo la separazione di una coppia di oggetti distanti 3 primi d'arco ( dieci volte inferiore del diametro della luna).
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esempio di corpo nero

da questo disegno si possono vedere che le radiazioni esterne vengono catturate dal corpo celeste (che può essere la Luna o la Terra) e vanno ad alimentare la temperatura interna dello stesso corpo celeste. Ma anche il Sole si comporta come corpo nero, lo testimonia il fatto che produce macchie solari,
L'ordinata Il è chiamato potere emissivo specifico (specifico perchè riferito ad una precisa lunghezza d'onda). L'area sottesa da ciascuna curva rappresenta il potere emissivo I ( o radianza). Le curve rappresentate, riferite a diverse temperature, cambiano a seconda del materiale che viene riscaldato e dalla sua forma. Tuttavia per stabilire se un corpo è un buon emettitore di radiazione elettromagnetica si confrontano le sue curve con quelle di un oggetto ideale, detto corpo nero, per il quale l'emissione della luce è indipendente dalla natura e dalla forma del corpo e varia solo con la temperatura. L'aggettivo nero non significa che il corpo non emetta radiazione, ma solo che non la riflette: un corpo nero non brillerà mai per luce riflessa, ma brillerà per luce propria. Ricordiamo che in natura non esistono corpi neri assoluti. Si avvicinano al comportamento del corpo nero le sfere cave munite di un piccolo foro, un raggio di luce che entra non può uscire, come la bocca di un forno per la fusione dei metalli, o la pupilla dell'occhio. Anche corpi luminosissimi come il Sole o il filamento di una lampadina incandescente sono con buona approssimazione corpi neri, infatti sono luminosi ad alte temperature ma quanto T è bassa sono invisibili, se non vengono illuminate (pensiamo ad una lampadina spenta in una stanza buia).
Studiamo il corpo nero più importante per la vita sulla Terra: il Sole.
1) Dimensioni.
Visto da Terra ad occhio nudo il Sole è con la Luna, l'unico oggetto del cielo che non appare puntiforme ma con dimensioni finite: il suo diametro apparente, uguale a quello della luna, misura 32 ' d'arco circa 0.5°. Ricordiamo che una spanna a braccio teso sottende un angolo di circa 20° mentre l'arco sotteso da un pugno chiuso è la metà . L'occhio riesce a percepire al massimo la separazione di una coppia di oggetti distanti 3 primi d'arco ( dieci volte inferiore del diametro della luna).
In fisica un corpo nero è un oggetto (ideale) che assorbe tutta la radiazione elettromagnetica incidente e quindi nè riflette nè trasmette alcuna energia apparendo in prima approssimazione nero, secondo l'interpretazione classica del colore dei corpi (entro i limiti della propria emissività termica). Non riflettendo il corpo nero assorbe dunque tutta l'energia incidente e, per la conservazione dell'energia, re-irradia tutta la quantità di energia assorbita (coefficiente di emissività uguale a quello di assorbività e pari ad uno) e deve quindi il suo nome unicamente all'assenza di riflessione. Lo spettro (intensità o densità della radiazione emessa in funzione della lunghezza d'onda) di un corpo nero è uno spettro dalla caratteristica forma a 'campana' (più o meno asimmetrica e più o meno schiacciata) dipendente unicamente dalla sua temperatura T.
L'origine dell'irradiazione elettromagnetica dei corpi per effetto macroscopico della temperatura T va ricercato a livello microscopico come conseguenza del moto di roto-vibrazione molecolare di agitazione termica e quindi delle correnti elettriche variabili nel tempo degli elementi portatori di carica elettrica (protoni ed elettroni) in accordo con le leggi base dell'Elettrodinamica classica ovvero le Equazioni di Maxwell. La frequenza f e l'intensità I dei fotoni emessi ovvero dell'onda elettromagnetica aumentano all'aumentare della temperatura T in conseguenza dell'aumentato moto di agitazione molecolare ovvero dunque delle correnti elettriche atomico-molecolari associate.
Un corpo nero è un radiatore ideale, emettendo il maggior flusso possibile per unità di superficie, ad ogni lunghezza d'onda per ogni data temperatura. Un corpo nero inoltre, assorbe tutta l'energia radiante incidente su di esso: ovvero nessuna energia viene riflessa o trasmessa. I corpi reali invece si discostano più o meno sensibilmente da questa definizione/caratteristica e sono perciò detti corpi grigi. In altri termini si può dire che tutti i corpi reali si comportano più o meno come corpi neri a meno della loro riflettività e trasmittanza essendo in realtà corpi grigi.
Il termine e il concetto di "corpo nero" venne introdotto per la prima volta da Gustav Kirchhoff nel 1862. Lo spettro di un corpo nero venne correttamente interpretato per la prima volta da Max Planck, il quale dovette assumere che la radiazione elettromagnetica può propagarsi solo in pacchetti discreti, o quanti, la cui energia era proporzionale alla frequenza dell'onda elettromagnetica. Questo importante risultato rappresenterà uno dei primi mattoni della nascente teoria dei quanti o meccanica quantistica.
L'intensità della radiazione di un corpo nero alla temperatura T è data dalla legge della radiazione di Planck:
IL CORPO NERO E L'ASTRONOMIA
Da notare che queste leggi nella loro semplicita sono applicabili, ad esempio, anche in astronomia; infatti, in prima approssimazione una stella si puo considerare un emettitore quasi perfetto e il suo spettro d'emissione si puo considerare non troppo diverso da quello di un corpo nero.
Ma che succede se le energie elettromagnetiche che questi pianeti emettono come corpi neri interagiscono con le macchie solari, anche essi corpi neri? E la luna, che si comporta anche essa come corpo nero,come si comporta? Le proprietà e le leggi che descrivono quello che viene chiamato corpo nero sono importantissime per vari campi della fisica. Un corpo nero ideale è definito da tre proprieta:
1) e formato da una massa coerente di materiale di temperatura e composizione uni-
forme.
2) assorbe tutta l'energia sotto forma di radiazione elettromagnetica che incide sulla sua
superficie da qualsiasi direzione essa provenga.E' il caso della Luna.
3) la sua superficie emette isotropicamente in tutte le direzioni e il massimo possibile di
radiazione ad ogni lunghezza d'onda compatibilmente alle sue condizioni di equilibrio
termodinamico. Le caratteristiche dell'emissione dipendono solo dalla temperatura e
non, per esempio, dalla materia di cui e composto.
In natura il corpo nero ideale non esiste ma alcuni oggetti si comportano in maniera
quasi identica in certe condizioni e in certi intervalli di lunghezze d'onda.
Una caratteristica delle curve di emissione di corpo nero sono i massimi che aumentano
all'aumentare della temperatura e, allo stesso tempo, si spostano verso lunghezze d'onda
minori.
Che cosa si può dire quindi? Che l'emissione di energia elettromagnetica da corpo nero di un pianeta o di una stella come il sole, ci indica che il nucleo interno dello stesso corpo celeste aumenta di temperatura. E quando aumenta di temperatura il nucleo interno di un pianeta?Può provocare fenomeni sismici sulla superficie del corpo celeste stesso. Ma allo stesso tempo il corpo celeste, comportandosi da corpo nero, emette delle radiazioni elettromagnetiche verso l'esterno.
Che cosa succede se c'è una interazione tra diversi corpi celesti quando questi si comportano da corpi neri? C' è un assorbimento dell'energia elettromagnetica reciproco, e la Terra assorbe questa energia, quando il sole si comporta da corpo nero, quando cioè sulla sua superficie compaiono delle macchie. Quindi ci sono delle interazioni elettromagnetiche. Un riscaldatore ionosferico (che in questo caso è il nostro sole, quando ha delle macchie solari ed agisce da corpo nero) invia onde ad alta frequenza e alta intensità contro la ionosfera. La parte più bassa di questa, la cosiddetta regione D della ionosfera, è ricca di elettroni, la cui temperatura viene aumentata dalle suddette radiazioni elettromagnetiche. Gli elettroni della ionosfera quindi aumentano di temperatura. Queste radiazioni ad alta frequenza (dell’ordine dei Mega Hertz, ovvero che vibrano un milione di volte al secondo) vengono inviate contro la ionosfera con una intensità che non è costante, ma varia ciclicamente, come ciclicamente appaiono le macchie solari. La frequenza di questa variazione di intensità è relativamente bassa ovvero intorno ai 2,5 Hertz (cicli al secondo).
Il professor Fran de Aquino (insigne fisico che è riuscito a realizzare la quantizzazione della gravità e dello spazio-tempo) ricorda in un suo studio su tale soggetto la vasta bibliografia di lavori che mostrano tale comportamento.
La produzione delle onde a bassissima frequenza (ELF ) interagendo con gli ioni presenti nelle fasce di Van Hallen, possono, a causa dell’interazione fra campo elettrico e campo gravitazionale scoperta dal professor Fran De Aquino, portare ad una riduzione della gravità sopra una certa area della terra.
Tale diminuzione di gravità porta ad una diminuzione della pressione della colonna d’aria posta sopra tale area della superficie terrestre generando un effetto che può portare ad un sollevamento della terra. Per comprendere questa situazione con un’analogia, potete posizionate sulla vostra mano la punta di una siringa senza ago e tirate lo stantuffo: a causa della diminuita pressione sopra la mano vedrete la pelle sollevarsi.
questo il grafico di cosa avviene:

Il pianeta Terra si comporta da corpo nero quando accumula all'interno della sua superficie una grande quantità di calore. A questo punto rilascia l'energia accumulata sotto forma di onde elettromagnetiche. In questo caso anche il nostro pianeta, come il sole, va a riscaldare la propria ionosfera, andando a produrre un riscaldamento degli elettroni presenti nella ionosfera. A questo punto si produce una interazione tra campo elettrico e campo gravitazionale del pianeta, portando una riduzione della gravità sopra una determinata area della superficie terrestre su cui si produce tale aumento del calore.A quel punto, venendo meno la gravità, si produce il sollevamento della superficie stessa. Tutto ciò in virtù di quanto spiegato prima.
Il fatto è che la Terra emette circa 40 Terawatt di calore (vale a dire 40.000 miliardi di Watt), ovverossia 60 milliwatt per metro quadrato: l'equivalente di 10.000 centrali nucleari a piena potenza, 20 volte quelle realizzate finora dall'uomo. Per verificare l'effettiva origine di tutta questa energia occorrerebbe una stima realistica della densità degli isotopi radioattivi nell'interno della Terra, una stima finora impossibile da realizzare. Nei nostri anni duemila, tuttavia, è stato possibile misurare in superficie il flusso di geoneutrini, come sono detti gli antineutrini di bassa energia provenienti dall'interno della Terra e prodotti appunto dal decadimento spontaneo dei radionuclidi, grazie a grandi laboratori sotterranei come il grande Laboratorio Nazionale del Gran Sasso gestito dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), oggi il migliore al mondo. L'esperimento Borexino, una sfera di 8 metri di diametro piena di un liquido scintillante ultrapuro, pensato per misurare il flusso di neutrini solari, è riuscito a misurare con precisione il flusso di geoneutrini, distinguendoli da quelli provenienti dallo spazio e dalle centrali nucleari costruite dall'uomo. Dopo tre anni di osservazioni, Borexino ha permesso di ricalcolare il Rapporto di Urey, verificando che è compatibile con l'unità ; in altre parole non c'è alcun reattore nucleare interno al nostro pianeta, e per spiegare il calore da esso emesso è sufficiente l'energia liberata dalla densità di radionuclidi corrispondenti alle misure di Borexino.
Quindi, è anche vero che, quanto più un corpo celeste, in questo caso la Terra si comporta da corpo nero, tanto più c'è la possibilità che si verifichino dei terremoti. Il flusso dei neutrini è costante dallo spazio verso la Terra. Ma i terremoti si possono misurare dal decadimento spontaneo dei radionuclidi che genera un flusso di geoneutrini? Abbiamo già detto che una caratteristica delle curve di emissione di corpo nero sono i massimi che aumentano all'aumentare della temperatura e, allo stesso tempo, si spostano verso lunghezze d'onda minori. L'origine dei terremoti è duplice:
-quando il calore interno di un corpo celeste provoca in quest'ultimo un comportamento da corpo nero (e abbiamo visto che cosa accade)
-quando un corpo celeste subisce le radiazioni da corpo nero da un altro corpo celeste, acquisendo energia elettromagnetica.In questo modo aumenta il calore all'interno della superficie del corpo celeste.Infine, dovrà dissipare l'energia accumulata. L'aumento dell'irradiazione elettromagnetica dei corpi per effetto macroscopico della temperatura T va ricercato a livello microscopico come conseguenza dell'aumento del moto di roto-vibrazione molecolare di agitazione termica e quindi delle correnti elettriche variabili nel tempo degli elementi portatori di carica elettrica (protoni ed elettroni) in accordo con le leggi base dell'Elettrodinamica classica ovvero le Equazioni di Maxwell. La frequenza f e l'intensità I dei fotoni emessi ovvero dell'onda elettromagnetica aumentano all'aumentare della temperatura T in conseguenza dell'aumentato moto di agitazione molecolare ovvero dunque delle correnti elettriche atomico-molecolari associate.Un corpo nero è un radiatore ideale, emettendo il maggior flusso possibile per unità di superficie.
e quindi di nuovo avviene quanto avviene secondo questo disegno:

Combinazione neutrini ed elettroni:come si comporta questa combinazione nell'acqua degli oceani? C'è una genesi di energia nelle acque degli oceani della Terra per poi riverberarsi nelle terre emerse.
"A Borexino“ spiega Bellini "si è ottenuto in questi giorni l'evidenza della esistenza dei geoneutrini, riuscendo a evidenziarne il segnale con una affidabilità superiore al 99,9 per cento». L'esperimento è costituito da una cupola contenente un volume di 2.400 tonnellate di acqua che serve come primo schermo per filtrare le particelle di alta energia provenienti dal cosmo. All' interno del volume dell' acqua si trova una sfera di acciaio che contiene, nella parte interna 2.200 fotomoltiplicatori, cioè apparati che possono registrare la presenza di lampi di luce provocati dai neutrini. Vi è poi una sfera di nylon speciale contenente una enorme quantità (300 tonnellate) di liquido scintillante. Quando i neutrini si scontrano con gli elettroni dello scintillatore trasferiscono loro parte della energia incidente, provocando un lampo luminoso nel liquido. Questi lampi vengono visti dai fotomoltiplicatori grazie alla trasparenza delle sfere interne."
Consideriamo quindi i neutrini che vanno ad impattare con gli elettroni presenti nell'acqua degli oceani del nostro pianeta e cconsideriamo il nucleo interno della Terra che è invece solido, composto quasi esclusivamente di ferro, con un raggio di circa 1250 km, ha una temperatura attorno ai 5400 °C, una densita di 13 g/cm³ e una pressione di 3300-3600 kbar.
Gli elettroni presenti nell'acqua degli oceani del nostro pianeta, attirano i neutrini provenienti dal cosmo. L'acqua degli oceani, quindi, fungerebbe da liquido scintillante, le acque attirerebbero maggiormente i neutrini, l'interazione tra neutrini ed elettroni genera quindi energia. Questa energia che si genera negli oceani si riverbera sulla Terra esercitando una pressione sui fondali oceanici. Da qui la genesi dei terremoti.
Una conferma sembra arrivare da un team italo-francese,che ha osservato le straordinarie proprieta di un fluido di luce. I ricercatori - Iacopo Carusotto dell'Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ino-Cnr), Daniele Sanvitto dell' Istituto nanoscienze (Nano) del Cnr di Lecce, con i colleghi Alberto Bramati e Alberto Amo dell'Università Paris6 e Cristiano Ciuti dell'Università Paris7 e Cnrs - hanno scoperto in un fluido di fotoni confinato in una nanostruttura fenomeni quantistici idrodinamici finora predetti soltanto dalla teoria, come i solitoni, una sorta di onde solitarie e permanenti. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, aggiunge un nuovo tassello alla conoscenza delle proprieta di un fluido luminoso e più in generale dei condensati coerenti di materia.
I fluidi di luce sono tra i fenomeni più innovativi studiati dai fisici in anni recenti. E' un fenomeno che si verifica quando i fotoni, le particelle elementari che compongono la luce, sono costretti a propagarsi non più nel vuoto o in mezzi trasparenti ordinari come il vetro, ma in materiali appositamente usati per indurre forti interazioni fra loro, spiega Carusotto, fisico teorico del Centro Bec di Trento dell'Istituto nazionale di ottica del Cnr. Che succede allora quando i fotoni si comportano in maniera simile alle molecole di un liquido e collettivamente danno luogo a un vero e proprio fluido luminoso, che ha la fondamentale caratteristica di conservare precisa memoria della natura quantistica dei fotoni che lo costituiscono?
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Luce laser sul semiconduttore, al suo interno i fotoni si 'addensano' in un fluido |
I ricercatori sono stati in grado di creare un fluido di luce, confinando i fotoni in una nanostruttura a semiconduttore, e di studiare in dettaglio i processi microscopici che si generano quando il fluido incontra un ostacolo.
A basse velocità il fluido di fotoni ha le caratteristiche tipiche di un superfluido, ovvero è capace di aggirare l'ostacolo per poi riprendere a scorrere come se nulla fosse accaduto, spiega Daniele Sanvitto. A velocità più alte si generano vortici e moti turbolenti dovuti a fenomeni di attrito, ma mentre in un fluido tradizionale i mulinelli ruotano a velocità piccole e a piacere, nel fluido quantistico la velocità di rotazione può solo essere un multiplo intero della costante di Planck. In particolare, prosegue il ricercatore di Nano-Cnr, che ha seguito la parte sperimentale dello studio, per la prima volta si è vista la formazione di lunghi canali persistenti a valle dell'ostacolo, i cosiddetti solitoni idrodinamici: questi oggetti sono l'analogo quantistico delle onde solitarie che si propagano sulla superficie dell'acqua, ma qui la loro robustezza discende direttamente dalla natura quantistica del fluido.
Se i fotoni si comportano così in qualsiasi tipo di fluido, potrebbe essere conseguente dire che i fotoni della luce nel liquido magmatico si trasformano in un superfluido all'interno del liquido magmatico muovendosi all'interno del magma e generando turbolenze. Questi solitoni idrodinamici andranno poi a propagare verso la superficie delle onde. Da qui nascono i terremoti? Una conferma che il sole gioca un ruolo importante nei movimenti tellurici proprio per questo motivo?
Vi è in particolare un mistero della fisica Terrestre che i neutrini potranno aiutarci a risolvere, ed è la produzione del calore. La Terra viene suddivisa in cinque gusci: il core, il mantello, la crosta oceanica, la crosta continentale e il sedimento. Tutti questi strati, a parte il core esterno, sono solidi. Il mantello, però, seppur sia allo stato solido, ha dei moti convettivi, che sono la causa di fenomeni terrestri come la tettonica a zolle e i terremoti. Questi geoneutrini sono antiparticelle di materia, che sono quindi emesse durante le rezioni nucleari all'interno della crosta terrestre.
I geoneutrini, gli antineutrini di tipo elettronico prodotti nei decadimenti beta degli isotopi naturali radioattivi che si trovano al centro della Terra.
I geoneutrini, che hanno una massa e una carica elettrica quasi nulla, sono emessi quando elementi radioattivi presenti nel mantello terrestre, decadono dalle sostanze più stabili.
Il decadimento di elementi come l'uranio e il torio, è ritenuto il principale responsabile del calore generato all'interno del pianeta, di conseguenza l'eccessivo calore, porta a correnti convettive nel mantello, che influenzano l'attività vulcanica e i movimenti delle placche tettoniche.

I geoneutrini guiderebbero il lento e regolare flusso di roccia incandescente che trasporta il calore dalle grandi profondità della terra alla superficie. La convezione, guida a turno zolle tettoniche, il cui spostamento determina i fenomeni geologici osservabili dalla superficie e la deriva dei continenti, l'espansione del fondo oceanico, le eruzioni vulcaniche e i terremoti.
Le interazioni elettromagnetiche non possono creare o distruggere leptoni singoli, ma solo le coppie leptone-antileptone (solo gli elettroni, i muoni e i tauoni, non i neutrini) in modo che il numero leptonico si conservi. Le interazioni deboli il più delle volte trasformano un leptone (per esempio un elettrone) nell'altro leptone dello stesso sapore (e. neutrino elettronico)oppure creano o distruggono una coppia leptone-antileptone (elettrone e antineutrino elettronico, positrone e neutrino elettronico, e così via per ogni sapore), conservando quindi il numero leptonico. La forza debole è la responsabile del decadimento beta dei nuclei atomici, associato alla radioattività, per il quale un neutrone si trasforma in un protone o viceversa, con l'emissione di elettroni (radiazione beta) e neutrini.
Si può ipotizzare che questa forza debole, che parte dal sole, intervenga sul nucleo del nostro pianeta, causando il decadimento beta dei nuclei atomici delle particelle che compongono il nucleo del pianeta. Per questo avremo emissione di elettroni (radiazione beta) e neutrini.
La radioattività beta si verifica quando il numero di protoni e il numero di neutroni in un nucleo sono molto diversi fra loro. Accade allora che uno o più nucleoni si trasformi in un nucleone dell'altra famiglia per riequilibrare il nucleo. Durante la trasformazione viene emesso un elettrone, tuttavia durante il passaggio si deve avere una conservazione della carica elettrica, della massa-energia e dello spin. Negli esperimenti risultava sempre una perdita di energia.
Si considerino, per fissare le idee, due scatole di scarpe senza coperchio identiche e incollate fra loro. In una si mettano un po' di palline che chiameremo neutroni, nell'altra un po' di palline che chiameremo protoni. Le prime hanno una massa leggermente maggiore, mentre le seconde possiedono una debole carica elettrica (debole rispetto alla foza nucleare)
Per simulare l'elevata temperatura del nucleo atomico, si agitino le scatole. Può succedere talvolta che una pallina cada fuori e finisca sul pavimento (radioattività alfa), oppure che passi da una scatola all'altra (radioattività beta), o ancora che finisca sul bordo, resti in equlibrio un po' e poi torni in una scatola (radioattività gamma)
Se questo modello vale a piccola scala, può benissimo essere adattato a grande scala, dove l'emettitore di calore per eccelenza Il sole, attraverso la radioattività beta, trasferisce elettroni (radiazioni beta) e neutrini.
Ed ecco la mia teoria:
I terremoti sarebbero causati dal fatto che si deve mantenere un equilibrio nel nostro pianeta, attraverso il decadimento beta. Per conservazione dell'energia, se c'è uno scarto tra la somma dell'energia degli elettroni e la somma delle energie dei neutrini, ecco che si verificano dei terremoti, per il principio della conservazione dell'energia.
Se il numero degli elettroni, nelle acque degli oceani, si fa eccessivo, ecco che i neutrini, provenienti dal sole e dall'interno del pianeta Terra, inevitabilmente portano ad una interazione debole fra i neutrini e gli elettroni, che in qualche modo dovranno portare alla conservazione dell'energia, ad un nuovo equilibrio, e quindi ad uno scarico di energia. Da qui nascono i terremoti. L'energia accumulata dagli oceani poi si riverbera sulle terre emerse, spingendo sui fondali oceanici.
I
il 23 ottobre 2011 c'è stata una forte scossa in Turchia, di magnitudo 6.6
il 12 ottobre 2011 eravamo in luna piena però la luna era all'apogeo, alla distanza massima dalla Terra
il 26 ottobre la luna ha raggiunto il suo perigeo, la distanza minima dalla Terra e ha raggiunto la fase di Luna nuova
secondo questo link
http://pianetax.wordpress.com/2012/01/27/causa-dei-terremoti-la-luna/
guardate questo link delle fasi lunari del mese di ottobre 2011
http://www.blog.gak.it/1222/la-luna-di-ottobre-2011-le-fasi-lunari/
http://www.itineraridipesca.it/fase_luna.php
Commenti
Ottimo ed in linea con quanto studiano gli Americani di Orlando
Apro la possibilità di postare commenti da parte di tutti gli utenti registrati.
Mi sembra che siamo in linea con
http://mapsis.t15.org/Issue%2060%20September%202011%20IT.doc
é una sintesi tradotta da me (male) su quanto dicono i maggiori esperti del settore.
Si veda anche
http://www.ncgt.org/newsletter.php
Sono soddisfatto
Sono soddisfatto perchè è un riconoscimento del metodo di Bendandi. Penso che a breve avremo notizie anche dagli esperti del settore nostrani. Ma è anche grazie a questo portale che si è avuto modo di divulgare le idee di Borja, le tue e di Severus e di coloro che hanno dato un contributo nel forum. Continuiamo così ragazzi. La cosa migliore da fare è continuare a incrociare le nostre idee per dare corpo ad una teoria più organica.
prossimo evento sismico di un certo rilievo per giugno 2012?
E' stato rilasciato dal Catastrophic Geophysical Event (CGE) Monitoring and Warning System (CMWS) un ALERT che viene riportato nella pagina
http://mapsis.t15.org/node/28
concernente un imminente terremoto e potenziale tsunami nella zona della Penisola della Kamchatka entro la fine di Giugno 2012.
La magnitudo stimata é tra 7.4 ed 8.5
Altre zone interessate le isole Kurili ed Hokkaido in Giappone
vediamo di determinare con più precisione quale potrebbe essere il periodo "critico"
il periodo critico potrebbe essere tra il 3 giugno e il 19 giugno
il 3 giugno la luna sarà al perigeo
il 16 giugno la luna sarà all'apogeo
4 di giugno inizia la fase di luna piena
mentre il 19 giugno si giunge alla fase di luna nuova, fine del periodo critico?
link utili per la situazione di giugno
per vedere gli apogei e i perigei di quest'anno, mese per mese
http://luirig.altervista.org/calendario/2012-06.htm
per vedere le fasi lunari del mese di giugno
http://pianetax.wordpress.com/2012/01/27/causa-dei-terremoti-la-luna/
da aggiungere inoltre che il 4 giugno prossimo, secondo il calendario che ho messo come link, ci sarà una eclisse di Luna
in concomitanza con la luna piena e perigeo minimo
un ulteriore fattore di rischio per la genesi di terremoti?
http://www.cieloeterra.it/articoli.sichuan/sichuan3.html
4 Giugno -Eclissi Lunare Parziale. Visibile in Asia, Australia, Oceano Pacifico e parte dell’America. (zone che saranno interessate da eventi sismici?)
6 Giugno - Transito del pianeta Venere sopra il disco del Sole, in Italia sarà visibile solo l’ultima parte del transito all’alba.
eventi celesti del mese di giugno importanti per i terremoti?
http://www.skylive.it/CieloAstronomicoDelMese.aspx?Mese=6&Anno=2012
Eventi celesti del mese
7 maggio 2012
7 maggio 2012
Attenzione per questi giorni. C'è la formazione di una grande macchia solare nel sole, che in quanto tale agisce da corpo nero.
http://www.spaceweather.com/images2012/07may12/bigspot_strip.jpg
in concomitanza col fenomeno della superluna.
Potrebbe essere causa di un terremoto di una magnitudo piuttosto rilevante?
Il suo nome in codice è "SuperLuna" ed è stata battezzata così nel 1979: è la coincidenza del plenilunio con il momento di massimo avvicinamento alla terra, che si ripete circa una volta all'anno. "Appare più grande del 14% rispetto al momento di massima lontananza" spiega Geoff Chester, dell'osservatorio navale statunitense, "e più luminosa del 30 per cento. Ma la differenza è così piccola che sarà molto difficile poterla notare a occhio nudo. La SuperLuna è a circa 357.000 chilometri dalla terra, più vicina di 25.000 chilometri rispetto alla media".
Attendiamoci qualcosa, con le dovute cautele
20 maggio, terremoto nel nord Italia
Parlando con le dovute cautele, aspettando che la coincidenza in futuro diventi un riscontro più efficace, dato che la teoria deve essere verificata più volte prima di essere confermata, oggi, 20 maggio 2012, è accaduto un terremoto nel nord italia di magnitudo 5.9 con profondità 10 km.
E' un terremoto che si è sentito in tutto il nord Italia e ha provocato diversi danni e alcuni morti, purtroppo.
Ma veniamo alla teoria che avevo elaborato all'inizio dell'articolo. Si può infatti immaginare la Terra e la Luna come le due estremità di un "elastico immaginario". Ora, è successo che il 7 maggio abbiamo avuto la superluna, cioè la luna piena al perigeo minimo. In quella fase, come dire,il nostro pianeta si è caricato di energia "di tensione gravitazionale" proprio per la sua vicinanza con la luna. Man mano che la Luna si allontanava dalla Terra questo elastico immaginario si è teso a tal punto che la Terra ha ancora di più accumulato tensione energetica, che poi è stata rilasciata quando la luna ha raggiunto la fase di luna nuova, proprio il 20 maggio per l'appunto. In fase di luna nuova questo elastico smette di essere "teso" e la Terra rilascia energia attraverso i terremoti.
Come ho detto, si può dire che si tratta di una coincidenza. Aspettiamo in futuro altri casi, che possono in qualche modo confermare la teoria.
Ecco il lunario del mese di maggio 2012
http://www.itineraridipesca.it/fase_luna.php